Due testimonianze eccezionali della scultura rinascimentale entrano a far parte del percorso permanente del Museo Schifanoia. A partire da oggi, martedì 31 marzo 2026, il museo accoglie il Busto di Ercole I d’Este (1475) di Sperandio Savelli e la Madonna in trono con il Figlio tra San Giorgio e guerriero orante (c. 1515) di Antonio Lombardo e bottega: due opere che, dopo anni di prestiti e mostre, si ricongiungono alle altre opere scultoree dei Musei Civici di Ferrara, restituendo al pubblico una lettura più completa e coerente della cultura figurativa estense tra Quattro e Cinquecento.
Esposte fino al 2022 alla Palazzina Marfisa d’Este, le opere sono state di recente protagoniste di due grandi mostre a Palazzo dei Diamanti “Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa” (2023) e “Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso” (2024-2025), riscuotendo ampio consenso di pubblico. Ora, il loro rientro nel percorso permanente apre nuove possibilità di confronto e approfondimento.
L’installazione delle due opere ha richiesto, nella giornata di lunedì 30 marzo, un intervento di movimentazione a museo chiuso. Se per il Busto di Ercole I d’Este le operazioni si sono svolte in modo ordinario, la Madonna in trono ha riservato uno spettacolo inatteso: il suo peso considerevole ha reso necessaria una movimentazione aerea, con l’utilizzo di una gru, che ha sollevato il gruppo marmoreo portandolo fino al primo piano, dove è ora stabilmente collocato. Un momento suggestivo, in cui una delle opere più raffinate del Rinascimento ferrarese ha attraversato il cielo sopra il Museo Schifanoia.
“Il rientro di queste opere nel percorso permanente del Museo Schifanoia rappresenta un passaggio di grande valore per la nostra città – dichiara l’assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli -. Due capolavori che, dopo aver brillato nelle mostre di Palazzo dei Diamanti, trovano oggi una casa definitiva all’interno di un percorso che ne esalta appieno il significato storico e artistico. La loro collocazione accanto alle medaglie di Savelli, alla pittura di sala e alle altre testimonianze della corte estense, consente al visitatore di immergersi in una stagione irripetibile della storia ferrarese”.
Il Busto di Ercole I d’Este (marmo, inv. OA991; provenienza: Ferrara, Porta del Barco) è stato collocato in sala 14, accanto alla monetazione e alle medaglie coeve dello stesso Savelli. Un accostamento che non è semplice giustapposizione: ritratto ducale, medaglia e moneta si interrogano a vicenda sul tema dell’immagine del potere, tra resa fisionomica, armatura e propaganda visiva. Eseguito nel 1475 per l’ingresso del Barco e oggi frammentario, il busto conserva intatta la sua autorevolezza.
La Madonna in trono con il Figlio tra San Giorgio e guerriero orante (marmo bianco e pavonazzetto rosso, inv. OA1748; provenienza: Ferrara, Chiesa di San Domenico) si trova in sala 16, dedicata alla scultura del Cinquecento. Opera di Antonio Lombardo e bottega, testimonia con straordinaria chiarezza il rinnovamento portato a Ferrara da un artista formatosi a Venezia e nutrito dallo studio dell’antico: un linguaggio che si afferma rapidamente in città come punto di riferimento per la produzione locale.